CINEMATICA: L’ENERGIA CHE ATTRAVERSA LA CITTÀ

di Valentina Cirilli

Artisti d’avanguardia, energie in movimento e live performing: è così che Ancona ha deciso di vestire il suo autunno. Anche quest’anno la città apre i luoghi a “Cinematica”, il festival dell’immagine in movimento giunto alla sua terza edizione, e decide saggiamente di posticipare l’ora del proprio letargo. Si invitano, pertanto, tutti quelli che non l’hanno ancora fatto, a divincolarsi tra le sale sotterranee della Mole Vanvitelliana per entrare nel vivo di un’esperienza magnetica, prima che il manto della foschia invernale, dopo l’intensa stagione culturale estiva, ritorni ad offuscare lo splendore di questo monumento.


Nato dal concept dell’artista eclettica e poliedrica Simona Lisi, Cinematica propone un libretto denso di iniziative che, spaziando dalle proiezioni agli incontri, dalle performance di danza contemporanea alle installazioni in 3D, decide di articolarsi nella formula dei 3 “weekend cinematici” compresi tra il 24 ottobre e l’8 novembre. Ad inaugurare il festival, il convegno “Corporeità e nuovi media” nato dalla collaborazione con il Festival del pensiero plurale ed incentrato sulla gestione dello spazio nell’uso delle nuove tecnologie. La carrellata degli eventi trasporta nomi d’eccezione del panorama del cinema italiano, come il regista Marco Bellocchio, il cui primo incontro con il capoluogo marchigiano viene celebrato con la presentazione e la proiezione del film in concorso a Venezia Sangue del mio sangue. Il lungometraggio ben si inserisce all’interno del tema portante di questa edizione di Cinematica: “Surrealismi”, ovvero una pluralità di forme creative che nascono sotto il segno di un’autentica libertà di espressione, capace di abbattere i tradizionali confini tra le arti performative e di aprirsi ad infinite possibilità di significazione. L’arte, così, depurata dalle restrizioni caratteristiche del nostro presente, si manifesta tramite i sensi, piegandosi al solo governo del tempo. Ed è proprio all’idea di tempo che si connette quello che Deleuze – dalla cui riflessione il festival prende le mosse – nei suoi due capolavori L’Immagine-movimento e L’immagine-tempo definiva il carattere più autentico dell’immagine, il movimento, al quale si è andato via via a sostituire un testo portatore di significato: «Ma per l’appunto, dal momento che si è sostituito un enunciato all’immagine, si è attribuita all’immagine una falsa apparenza, le si è sottratto il proprio carattere più autentico, il movimento» (da L’immagine-tempo di Gilles Deleuze, 1985). Cinema, danza e mimetica sono le forme d’arte che trovano spazio e si intrecciano nei “luoghi cinematici” poiché, proprio come la riflessione di Deleuze suggerisce, si tratta di forme che hanno il potere di riportare il movimento al solo istante, rinunciando a qualsiasi pretesa di totalità, inseguita, invece, dalle arti figurative come la scultura o la pittura. Il cinema, la danza e il teatro hanno la capacità di generare una nuova idea di tempo: per il fatto di voler riprodurre solo una parte della dimensione aperta della realtà che ci circonda, esse danno vita ad una sezione temporale del tutto conclusa e quasi autonoma. Dal movimento si producono energia e tensione elettrica; quell’energia che ben circola a Cinematica e che, durante la straordinaria performance di Teho Teardo, investiva il suo pubblico trascinandolo nelle atmosfere sonore tipiche del compositore, modulate sul ritmo dei fotogrammi di Man Ray. Non mancano spazi dedicati all’esposizione: la sala Kliss vede l’allestimento della mostra fotografica “Mangiare (il) bene” ispirata al concetto di Jacques Derrida esposto ne Il faut bien manger, realizzata dall’associazione Infinito Spazio; la Sala Boxe ospita le opere del genio-ribelle Remo Remotti, il quale è stato omaggiato dalla presenza di Andrea Rivera e da quanti hanno voluto portare la testimonianza dell’unicità artistica e umana di questa grande personalità recentemente scomparsa. L’elettro sound ha riempito la serata domenicale della Mole con la performance di Paolo Bragaglia: l’artista, accompagnato dalla mano ispirata del fratello Marco e dal pianista Leonardo Francesconi, ha presentato in anteprima assoluta il suo nuovo video Hildegard.


Rivera LisiLe proposte del festival non finiscono qui e proseguono nel prossimo weekend cinematico per una chiusura “in bellezza”. La giornata di venerdì 6 novembre inizierà con la lezione imperdibile della “mente” del festival Simona Lisi “Embodying space”, incentrata sul movimento somatico e sul tema dello spazio presso la Sala Talia del Teatro delle Muse, per concludersi nella sala Boxe della Mole Vanvitelliana all’insegna di un talento marchigiano ben radicato nel terreno concettuale dell’immagine in movimento tipico di Cinematica: il regista Guido Bambini. Carica di attese la serata di sabato 7 novembre per l’incontro con il regista Pappi Corsicato che delizierà il pubblico con la proiezione di filmati inediti. Infine, invitiamo tutti quelli che avevano in programma una pigra domenica di riposo domestico ad assistere, comodamente seduti sulle poltrone del teatro delle Muse, alla visione delle opere cinematografiche del coreografo ceco Jiri Kylian che, per la prima volta sul territorio marchigiano, incontrerà il suo pubblico.


Difficile immaginare un successo e una partecipazione maggiore per un festival appena giunto alla sua III edizione in un capoluogo che, disponendo di un grande potenziale, non fatica poi molto a mettersi in gioco e a rendersi competitivo sul piano del divertissement, anche solo con altri grandi comuni marchigiani. Per il momento auguriamo lunga vita a progetti come quello di Cinematica che giocano un ruolo decisivo in quel processo di educazione culturale indispensabile ad una comunità assetata di spettacolo come quella della città dorica.

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